Chi ha spento le luci?
(il regolatore di tensione)

 

Cosa potrebbe rovinare una fantastica serata in una tipica fraschetta sui castelli romani?

Se non fosse stato per il regolatore di tensione che dopo 10 anni di attività ha deciso di rompersi nel momento di maggior bisogno (seconda legge di Murphy), sarebbe stata una serata perfetta!

Quella sera decisi di andare ad Ariccia in Vespa;il buio e il freddo non mi preoccupavano molto, un buon equipaggiamento termico e il faro alogeno è quanto mi basta per viaggiare di notte … e poi 30 km non sono molti…. inoltre, in Vespa, evito lo sbattimento della ricerca del parcheggio e delle sue tariffe orarie tutt’altro che economiche.
Già durante l’andata avevo avuto le prime “avvisaglie” che qualcosa stava per rompersi ma…. non l’avevo capito.

Durante la marcia un forte e brevissimo flash ha illuminato la strada davanti a me. “Cavoli! Un autovelox mi ha beccato! ” Pensai. Poi ci ho riflettuto e lontano dalla verità ho pensato “Un’autovelox in aperta campagna? Saranno state certamente le luci di un’abitazione che mi hanno abbagliato”.  Tranquillo proseguo.

Pochi km dopo, un altro lampo di luce… anche stavolta mi dò una spiegazione lontanissima dalla verità “Sarà stato un lampione che si è fulminato al mio passaggio!”

Una manciata di km prima di arrivare, in una strada completamente buia con boschi e montagna ai lati, ecco che un altro flash abbaglia la strada.

Inizio a preoccuparmi un pò pensando che la lampadina alogena stia per esalare il suo ultimo respiro.

Noncurante arrivo all’osteria e giù di porchetta, salsicce, salami, bruschette e…..

quanno er vino mbèeeee

c’arriva ar gozzo mbèeeeee

ar gargarozzo mbèeeee

ce fa ‘n ficozzo mbèeeee

pe falla cortaaaaaa…pe falla breveeeee

mio caro oste portace da beve! da beve! da beve!

 

 

la serata scivola via che è un piacere proseguendo fino a mezzanotte, quando dopo l’ultimo amaro offerto dalla casa (forse volevano cacciarci dal locale)  si passa ai saluti ed ognuno torna al proprio veicolo.

Satollo e allegro riprendo la via di casa, attraversando i  comuni avvolti da quella luce giallastra che dai lampioni cittadini passa attraverso una leggera foschia.

Fermo al rosso di un semaforo, allaccio bene polsini dei guanti e sistemo il passamontagna, quando con un sinistro “cliiink” riecco il lampo di luce e questa volta si fulmina la luce anabbagliante.

Merda! Dovrò proseguire con la luce abbagliante.

La luce abbagliante mi accompagna a malapena fuori dai centri abitati quando nel bel mezzo di una strada a metà fra la campagna e la montagna ” cliink” si fulmina!

Merda merda! Sono al buio!

Mi fermo senza scendere dalla vespa: TUTTE LE LUCI FULMINATE, anabbagliante, abbagliante, posizione anteriore, posizione posteriore e stop… tutto partito!  Merdissima! L’unica luce funzionante è quella misera 5 watt delle frecce…tra l’altro (ovviamente) intermittente.

Sperduto su questa strada buia costeggiata dai boschi, il panico avanza. Niente luna, leggera foschia, nessuna illuminazione stradale, segnaletica orizzontale trascurata…. non mi sarei sorpreso se avessi incontrato anche i ragazzi di Blair Witch Project, qualche lupo mannaro inseguito da Jack lo squartatore inseguito da un Vampiro con alle calcagna Freddy Krueger e dietro la carica dei 101 cani alsaziani.

Considerata l’evidente possibilità di pericolo ho fatto la scelta (sbagliata) di continuare il viaggio al buio….. 27 km di delirio!

I primi dieci km, tutti in rettilineo, li ho ho affrontati a 20 km/h seguendo la linea bianca lungo il bordo della carreggiata, illuminata ad intermittenza dalla freccia anteriore. Non è stato facile. Senza punti di riferimento certi e visibili, avevo la sensazione di galleggiare nel vuoto e anche l’equilibrio era difficile da mantenere. Ma la paura (inesistente?!?) di essere azzannato da un lupo mi ha fatto continuare.

Primo colpo di fortuna: finalmente sopraggiunge un auto che però mi sorpassa. Una sgangherata fiat Uno… facile da raggiungere! Così ho spalancato il gas e mi ci sono “incollato” dietro per tutto il rettilineo, mantenendo una velocità più elevata.

Alla fine del rettilineo la Uno svolta dalla parte opposta alla mia e sparisce.

Buio…freddo… niente segnaletica orizzontale. Panico. Non posso proseguire, rischierei di cadere nel fossato.

E’ quasi l’una di notte e in giro non c’è nessuno.

Se non altro devo aver superato Freddy Krueger e la sua gang del bosco.

Sopraggiunge un auto. Scendo dalla vespa ed inizio a sbracciare ed urlare per richiamare l’attenzione dell’automobilista che… si ferma… abbassa il finestrino (ecco che ora sbuca la sega elettrica) e mi chiede “che succede?”.

Non sono neanche riuscito a vedere in volto quella persona tant’era buio, gli ho brevemente spiegato di aver avuto un’avaria all’impianto elettrico e gli ho chiesto se poteva precedermi con l’auto lentamente in maniera da illuminarmi la strada.

E’ stata la mia salvezza. Grazie a questo sconosciuto automobilista ho superato la tortuosa strada in mezzo ai boschi ( Vivaro – Carchitti) e sono arrivato a pochi km da casa mia, dove per fortuna l’illuminazione stradale esiste!

GRAZIE AUTOMOBILISTA SCONOSCIUTO!

Giungo a casa che son quasi le 2 di notte e non ci penso più.
L’indomani arriva a casa il nuovo regolatore di tensione a 5 poli.

Così come i precedenti interventi, anche quello della sostituzione del regolatore di  tensione è fatto per la prima volta. Ho sentito dire che si trova dietro al supporto della batteria… per cui:

via il cofano sinistro, via la ruota di scorta, la batteria….

Si inizia:

il supporto della batteria è ancorato al telaio tramite quattro bulloni:

svitati i quattro bulloni, si ha immediatamente accesso al regolatore di tensione che è a sua volta ancorato al telaio tramite due semplici viti a croce, sotto una delle quali vi è un morsetto ad anello che collega la massa del regolatore al telaio della vespa.

Ed eccolo qua…l’infame che si è rotto nel momento di massimo bisogno!

I cavi elettrici che escono dal telaio si innestano nel regolatore con dei comodi fast-on, estraibili con la sola forza della dita.

Mi soffermo a guardare le lettere scritte sul regolatore che, a occhio e croce, corrispondono alle varie utenze che verranno alimentate.

G – G – B – C – massa

mentre invece le lettere riportate sul nuovo regolatore di tensione – che scopro essere per Vespa PK – sono diverse:

A – A – G – B – massa

In comune i due regolatori hanno la lettera B (batteria), la massa, una coppia di lettere uguali ed una diversa.

Per cui ricollego i fili con questo criterio:

  • la massa del regolatore Px con la massa del regolatore Pk
  • la B  del regolatore Px con la B del regolatore Pk
  • le due G del regolatore Px con le due A del regolatore Pk
  • la C del regolatore Px  con la G del regolatore Pk.

Rimonto il regolatore, ricordandomi di inserire l’anello che porta la massa sotto la vite superiore.

Sostituisco tutte le lampadine. Ovviamente tutte quelle che c’erano si erano fulminate.

Rimonto la batteria e con un bel colpo di pedivella la Vespa è di nuovo in moto…. con tutte le luci funzionanti!!!

Cosa ho imparato da questa storia?

Beh… che la Vespa anche col regolatore di tensione rotto, non ti lascia mai a piedi! Ho imparato anche che urge trovare una soluzione alternativa all’impianto di illuminazione che sia alimentato direttamente dalla batteria.

So che non è consentito dal C.d.S. apportare modifiche all’impianto di illuminazione di un veicolo, ma questa volta me ne infischio altamente… la mia sicurezza è più importante!!! Avere una luce di emergenza può toglierti da brutte situazioni.

Ho già pronti i pezzi per aggiungere un sistema di illuminazione alternativo sotto batteria: un faretto, qualche interruttore da fissare al portaoggetti T5, un fusibile, qualche metro di cavo elettrico…

Mi serve soltanto un pò di tempo….. e tanta buona volontà (che non manca mai).

5 commenti »

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    biwazz ha scritto:
    febbraio 8th, 2010 at 01:58
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    Ammazza che avventura!
    Non vedo l’ora di leggere il resto.. ovvero “come ti pimpo l’illuminazione della vespa!”.. mi raccomando non esagerare, altrimenti ti scambiano per un ufo! ;-)

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    mario loc ha scritto:
    febbraio 8th, 2010 at 09:46
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    Ciao, non sarebbe più logico mettere nel cassetino un nuovo regolatore di tensione e una torcia a led tipo quella degli speleologi che si mette alla fronte (pochi euro ai cinesi)?
    Quel tipo di torcia dovrebbero averla chiunque abbia una vespa, metti che si fora la ruota…si rompe un cavo …

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    mario loc: Ciao, non sarebbe più logico mettere nel cassetino un nuovo regolatore di tensione e una torcia a led tipo quella degli speleologi che si mette alla fronte (pochi euro ai cinesi)?
    Quel tipo di torcia dovrebbero averla chiunqueabbia una vespa, metti che si fora la ruota…si rompe un cavo …  

    Se per regolatore di tensione intendi una batteria, è certamente una buona idea la tua. Però, oltre all’ingombro che ha nel cassettino e al suo peso, c’è da ricordarsi di tenerla sempre carica in maniera da poter essere usata all’occorrenza. Certamente al momento di necessità sarà scarica (vedi legge di Murphy). Tanto vale sfruttare la batteria già esistente per alimentare un faretto di profondità (con luce a led o dicroica a basso consumo), se non altro la batteria in dotazione è costantemente caricata dal regolatore di tensione che, nel caso quest’ultimo si rompa, lascerà comunque alla batteria una certa autonomia tale da tornare a casa con un’illuminazione decente.

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    Skoppon ha scritto:
    febbraio 9th, 2010 at 19:52
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    E’ davvero una brutta storia, rimanere senza luci e ammiro molto il tuo sangue freddo nella situazione (io mi sarei messo a piangere).
    Ottima idea crearsi qualcosa da usare in emergenza, anzi mi sembra strano che non ci pensino direttamente in produttori in fase di progetto.
    Gia’ bramo il tutorial per il montaggio dei faretti. Ti copio subito.

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    carmine ha scritto:
    febbraio 12th, 2010 at 13:15
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    ammazza…complimenti!!!

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