Vraduno 2010 – la partenza

22 Aprile 2010

Squilla il telefono

"Pronto?"

"Chi è?

"Sono IO!!!"

"Ah ciao Francè (Highlander)…. Dunque a che ora partiamo domani?"

"Io direi…. "

"Anche io direi…."

All'unisono "Quando cacchio ci svegliamo partiamo!"

"Tu sei pronto? La Vespa è pronta? I bagagli sono sistemati? Ci vediamo al massimo alle 11.00 e partiamo"

"Certo! Lo sai che mi piace anticiparmi! Ci vediamo domani alle 11.00 a casa mia. Buona serata!"

 

La verità è che alle 23.00 del giorno prima non avevo preparato neanche lo spazzolino da denti

e a mezzanotte ero ancora chiuso nel box a gonfiare le ruote della Vespa.

L'indomani mattina – 23.04.2010 alle 11.00 ero pronto, la vespa era carica di bagagli, tutti i controlli fatti, tutti i pezzi di ricambio chiusi nel bauletto. Indosso la fascia lombare e la giacca da moto. Già iniziavo a sudare quando squilla il cell:

"Sono IO… Ci sono due amici vespisti partiti dalla Sicilia che si sono persi dalle tue parti, rintracciali così facciamo il viaggio assieme. Ah… io sto partendo ora! Ciao"

Recuperati i due picciotti siculi, faccio la loro conoscenza: Roberto e Francesco (due pazzi fottuti! ma il secondo più pazzo di tutti!)

Le sorprese non finiscono qui. Chiusi nel mio box in attesa che l'immortale Highlander giungesse a Zagarolo, i due paz..ehm…i due nuovi amici  tirano fuori dai bagagli un vassoio con dei cannoli siciliani farciti poche ore prima.

Non ci sarebbe stato modo migliore di iniziare questo viaggo.

 

 

Detto fatto, la famiglia vespistica in  viaggio per Bevagna si allarga.

Puntuali come degli orologi svizzeri made in china partiamo alle 13.15 sotto un'incessante pioggia che ci accompagnerà fino all'arrivo.

La colonna di quattro vespe si mette così in viaggio, quest'anno ho anche installato il navigatore sulla Vespa, perdersi è impossibile, d'altronde sono soltanto 175 km circa.

Faccio da apri pista così da fare strada ai miei compagni di viaggio che ancora non sanno che quando viaggio in Vespa io mi fermo ad ogni bar per un caffè e qualche foto.

La pioggia insistente non ci ha permesso di fermarci ad ammirare  tutti i paesaggi che abbiamo incontrato durante il percorso ma per quel poco che intravedevo attraverso la visiera potrò raccontarvi di splendidi tornanti asfaltati che si inerpicano attorno gli appennini, di alcuni passaggi sui ponti dove i fiumi scrosciavano al di sotto, asini e cavalli che guardavano con sospetto il nostro passaggio, discese mozzafiato fatte in piega fin quasi a far "baciare" la pedana con l'asfalto.

E' stato un viaggio piacevole (ad eccezione della pioggia) molto tranquillo con andature moderate, ho avuto dei compagni di viaggio eccezionali, sempre pronti alle soste caffè/sigaretta!

Dopo un bel pò di ore però ci siamo seccati dei paesaggi bucolici e abbiamo optato per una statale più scorrevole: la E45!

Finalmente mi sono divertito a spalancare il gas. Nonostante l'enorme peso dei bagagli (portapacchi anteriore e baulone), attrezzi meccanici di ogni tipo, catena antifurto cementata lunga 1,80mt, la mia fedele compagna di viaggio seduta dietro di me, anche in falso piano il motore ha fatto sentire tutti i suoi muscoli. Senza perderne in coppia sono riuscito a mantenere una velocità di tutto rispetto tra gli 80 e 90 i Km/h.

Come da tradizione anche quest'anno la colonna di Vespa si divide. Sulla E45 l'Immortale ha dato una bella stiracchiata alla sua T5 sorpassando tutti, proprio mentre la Vespa di Francesco chiedeva di entrare in riserva e il mio navigatore mi diceva di abbandonare la statale. Riesco a portare fuori dalla statale i due amici siciliani e telefono all'immortale.

"dove 'zzo vai?… noi siamo usciti seguendo le indicazioni del navigatore!"

"dove' zzo andate voi!?! l'uscita che interessa a noi è più avanti, mi hanno spiegato la strada… si accorcia!"

"Vabbeh…che si fa? Mancano circa 30 km. Ci riuniamo o ci incontriamo a destinazione?"

"Ci vediamo a destinazione, a dopo"

"A dopo".


Ci siamo così ritrovati al luogo dell'incontro, un agriturismo, trasformato per noi dalla pioggia in una poltiglia di fango scivoloso.

E per concludere la giornata ecco arrivare in tarda serata, zuppi d'acqua il gruppo dei Nordici (in foto Marben, Skoppon, Graziano)

Dicono di aver attraversato anche un guado….

La giornata si è conclusa con una pizza, doccia e letto!

Pronti per la grande giornata dell'indomani!!!

4 commenti »

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    lml ha scritto:
    aprile 29th, 2010 at 18:59
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    Bel racconto, il prossimo anno voglio essere più preparato, poi metti in un post che tipo di ricambi hai portato?
    Io nulla nemmeno una camera d’aria o una gomma di scorta con tale nome, solo una latta di olio, che mi è servita come il pane
    Ciao Federico

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    skoppon ha scritto:
    aprile 30th, 2010 at 18:45
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    Beato te che dopo la pizza sei andato a dormire; io mi sono trovato in un giro mortale di “the’ alla pesca” insieme a Riccardo, il Calabronio ed altri e quando mi sono ritirato ho vagato per un quarto d’ora sul pianerottolo della mia stanza come uno scemo. Quando mi sono accasciato nel sarcofago (le 2,00 del mattino) ero in piedi da quasi 22 ore, con 500 km sulle spalle e 12 ore di pioggia. Un delirio; sono caduto come una pera matura ed e’ stato quasi un miracolo di San Gennaro che alle 7,30 del mattino sia riuscito ad alzarmi. Potenza dell’amicizia.

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    Non penso che sia stato il “the alla pesca” a farti male, io dopo averne bevuto 3 o 4 bicchierini stavo alla grande… è stata “l’acqua” di Paki che mi ha rovinato.

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    leopoldo ha scritto:
    maggio 2nd, 2010 at 17:05
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    ahaha proprio acqua e thè alla pesca….

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