Eicma 2011

A pochi giorni dalla chiusura del Salone di Milano, possiamo trarre le somme delle novità proposte dalle case a noi care: LML e Piaggio.
 
 
 
L’azienda indiana si è presentata all’EICMA con uno stand piuttosto esteso e decisamente colorato. Anche quest’anno erano molte le Star esposte: oltre a qualche concept, sotto i riflettori hanno esordito nuove colorazioni, nuovi accessori  e due anteprime del sistema di iniezione elettronica che prossimamente esordirà con la gamma “I”.
 
 
Il motore della futura Star 200i
 
 
 
 
Fra gli esercizi di stile, ha avuto un certo risalto la Star «Disegual», sviluppata in collaborazione con le officine GP Design di Torino. Caratterizzata dai due gruppi ottici collocati nello scudo, da lamierati rifilati e da un manubrio di ispirazione motociclistica, ricorda certe elaborazioni estetiche tipicamente teutoniche.
 
 
 
Allo stand LML era esposta anche la Star Sidecar. Dunque con questa proposta LML potrebbe intraprendere quella strada già percorsa da un’azienda parmense, la «Centoallora» che negli ultimi anni ha proposto sia la Vespa PX, sia la Star 2T abbinate alla navetta «Rocket».
 
 
 Star Sidecar
 
 
 
Ma i concept che certamente hanno più incuriosito gli appassionati, sono le due «Star Light». La loro forma è decisamente familiare: ripresa con poche variazioni da quella che fu l’ultima espressione della Vespa serie PK, ovvero la «FL2» (dove FL sta per «face lifting») che vide i natali nel 1989 col modello denominato “N”. Dobbiamo, a questo proposito, riferirci alla storia di LML: anni fa la casa indiana produceva la Sensation, conforme alla Vespa «125 V», l’ultima smallframe targata. Era il punto di arrivo della serie PK e le sue linee risentivano della contaminazione dello stile Piaggio di quegli anni, fortemente influenzato dal progetto “Cosa”.
 
Questo accenno ci porta dunque a conoscenza della disponibilità, negli stabilimenti LML, degli stampi della serie PK; cosa, questa, che peraltro è pure documentata da alcuni reportage della fabbrica pubblicati qualche anno fa nel web.
 
La nuova «Star Light» lo ribadiamo – è un concept, quindi va considerata come una proposta certamente non definitiva. Tuttavia ha già diviso gli appassionati e non poteva essere diversamente. Già, perché il motore è un 4T a trasmissione automatica e questo basta per sancire una rottura con la tradizione e, in un certo modo, anche con la clientela che sino ad oggi ha sostenuto la politica di LML Italia.
 
C’è in effetti da domandarsi se questa variante possa incontrare i favori del pubblico al pari dell’attuale gamma Star, la quale – è innegabile – ha fatto del cambio manuale il suo cavallo di battaglia.
 
 
 
Star Light
 
 
 
 
 
Vediamo ora di analizzare nel dettaglio i concept della «Star Light». Le forme, come premesso, sono quelle dell’ultima produzione PK. Scompare, tuttavia, la feritoia a lato del nasello, dietro alla quale un tempo era posizionato l’avvisatore acustico. Il clacson ora evidentemente trova posto dietro al nasello, come sulle sorelle maggiori e come, invero, era sulla PK prima serie.
 
I più attenti avranno notato che la parte posteriore della scocca non presenta la classica “giunta” fra i due semigusci, caratteristica essenziale dei telai a scocca portante, ma conservata dalle Star 4T alla luce del materiale della copertura posteriore, ovvero la classica lamiera stampata. In questo caso le superfici continue e lisce farebbero pensare ad una carena in resina.
 
Il tubo di sterzo pare essere lo stesso delle PK con forcella antiaffondamento, al quale è stato applicato il gruppo mozzo – freno a disco delle Star attuali.
 
Anche il corpo del manubrio è lo stesso delle Star più grandi, derivato direttamente dalla Vespa PX. Per alleggerirne un po’ l'aspetto, è stato adottato il coperchio manubrio delle vecchie LML «NV Spl», le cui forme riprendono il coperchio della prima serie della Vespa PX. Anche la strumentazione è ripresa dalle vecchie «NV», con la sola variante dei colori: non più il grigio medio della produzione indiana di alcuni anni fa, bensì oggi la Light è proposta con una strumentazione completamente bianca. Improbabile la grafica della scala del tachimetro: come sulle «NV» fa il verso ai display digitali di qualche anno fa…!
 
Di nuovo disegno è il nasello anteriore, che sembra volersi ispirare a due distinte serie della Vespa PX: la prima (1977-1983), per via del profilo più dolce e di una sottile bordatura laterale, e la Arcobaleno (1983-1998), dalla quale eredita la griglia giustapposta, cromata come sulle Star a telaio grande.
 
Completamente nuovo anche il bauletto retro scudo. E qui c’è da tirare un sospiro di sollievo: i vari bauletti delle serie «PK», tutti ahimè in plastica, non comunicavano un grande senso di solidità. Qui, per fortuna, abbiamo un bauletto in lamiera assai simile a quello che le Star maggiori hanno ereditato dalla «PX Arcobaleno». L’occhio ed il tatto ringraziano.
 
Pare invece di plastica il parafango anteriore, che del resto sembra proprio quello delle «PK FL2», privato del piccolo paraspruzzi in gomma.
 
La sella è ripresa dalle attuali Star e, verosimilmente, sarà stata rivista nella staffa di fissaggio al telaio.
 
Curiose le strisce pedana, diversamente angolate – quelle esterne – rispetto alla Vespa «PK S».
 
Certamente sorprende la ruota di scorta collocata sul lato destro del veicolo. E’ uno dei prezzi da pagare a seguito dell’adozione di un propulsore inedito e discordante con l’origine tecnica e stilistica della Vespa PK.
 
Il motore, come accennato, è un 4T con trasmissione CVT, che potrebbe essere commercializzato in due versioni: 50cc e 125cc. Il primo avrebbe una distribuzione a quattro valvole, il secondo a due.
 
Il resto dei componenti non mette in mostra novità di rilievo. Le due colorazioni esposte sono sicuramente ad effetto, richiamano l’attenzione, ma non sono poi molto accattivanti. Troppo uniformi, forse? Paiono brutalmente affondate in una vasca di vernice: attendiamo fiduciosi nuove declinazioni di questa idea, con una viva e sentita speranza… il cambio manuale!
 
 
 
 
 
Anche quest’anno all’EICMA si è celebrata una sfida silente con l’azienda che alla Vespa ha dato, ormai sessantacinque anni fa, i natali. La scorsa edizione vide il ritorno della Vespa «PX» e, con essa, l’avvio di una nuova competizione fra Piaggio ed LML, una sfida sulle note caratteristiche della Vespa classica: scocca in acciaio, cambio manuale, ruota di scorta, e via discorrendo.
 
Una condizione nuova che ha acceso gli animi e non ha mancato di alimentare gli argomenti di distinte tifoserie. Già lo scorso anno la presentazione della «PX»  fu sobria e composta, con due soli esemplari esposti, in netta contrapposizione con l’abbondanza dello stand LML, per il quale, evidentemente, si era puntato sull’effetto scenico di un gran numero di veicoli (e di colori) esposti.
 
Ancor più marcata, all’ultima edizione del Salone, questa contrapposizione di scelte e di politiche. Allo stand Piaggio faceva bella mostra di sé una sola Vespa PX. Un esemplare di colore blu «Midnight»  (tinta appena reintrodotta nei listini e già in uso sulla PX «Euro2»), arricchito con vari accessori cromati.
 
Pur sola, destava come sempre interesse ed ammirazione. Talora stupore in chi, evidentemente, non era a conoscenza del suo ritorno sul mercato.
 
 
 
 
 
 
Chi si aspettava una qualche novità per la PX, è rimasto deluso. Da tempo si rincorrono voci sul suo futuro sviluppo, alcune delle quali abbastanza verosimili. Tuttavia, pare presto: staremo a vedere se il futuro per la PX sarà ancora a due tempi, come fonti attendibili sussurrano da qualche tempo.
 
 
 
La novità Piaggio è stata un’altra ed ha decisamente diviso gli appassionati. Si chiama «Quarantasei» ed è un concept che, almeno nelle intenzioni del gruppo di Pontedera, vuole richiamarsi alle origini più remote del mito Vespa, ovvero quel prototipo (denominato «MP6») dalla quale ebbe origine la prima Vespa di serie, la «98» del 1946. Le linee della «Quarantasei» hanno suscitato pareri contrastanti: c’è chi vi vede un coraggioso ritorno alle origini, e chi invece trova che il nuovo prototipo abbia maliziosamente rubato qua e là soluzioni stilistiche (in effetti non è difficile notare affinità con il «Lui» scooter precursore ed incompreso, derivato dalla Lambretta e disegnato dal grande Bertone).
 
 
 
 
 
 
 
E’ difficile immaginare che la «Quarantasei» possa costituire la base per una erede della PX. Pare invece che costituirà una nicchia a sé stante, un prodotto ricercato, dichiaratamente modaiolo e – probabilmente – assai costoso, riservato forse a pochi facoltosi cultori. Infatti il nuovo motore che è stato presentato con questo curioso prototipo è, manco a dirlo, caratterizzato da una rinnovata trasmissione automatica. Elemento che mai incontrerebbe le esigenze dei puristi, che già hanno clamorosamente dimostrato di non gradire il cambio CVT in luogo della classica, inossidabile trasmissione ad ingranaggi multipli in acciaio!

2 commenti »

  1. avatar
    Moreno(mork79) ha scritto:
    novembre 25th, 2011 at 16:29
    comment-top

    Grande Marben ottimo reportage ditaccato ed obbiettivo che spiega e rende chiaramente l’idea della situazione e delle novita’ in vista in casa LML e Piaggio.

      (Quote)

    comment-bottom
  2. avatar
    danilo ha scritto:
    novembre 28th, 2011 at 22:27
    comment-top

    Gran bel articolo! Interessante, Complimenti..

      (Quote)

    comment-bottom

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento

*